Nove estati di solitudine Nove estati di solitudine

Nove estati di solitudine

Nove estati di solitudine è il mio primo romanzo, uscito nel 2025: una formazione ambientata nella campagna veneta.

La storia

Ogni estate Luca lascia Milano per la campagna veneta: stessa stazione, stesso rito che si ripete uguale ogni anno, con una nonna inflessibile, una zia che prova a capirlo, e pomeriggi lenti in un angolo di provincia dove il tempo scorre in un altro modo.

Alla nona qualcosa si incrina. Un’amicizia lo costringe a guardarsi da fuori, un diario che non doveva leggere gli rivela più di quanto fosse pronto a sapere, e una domanda comincia a farsi largo: chi sono, quando nessuno mi guarda.

Il romanzo ha i suoi segreti — una scatola di latta, un’eredità nascosta, una verità di famiglia rimasta sottotraccia per anni. Non arrivano come rivelazioni: emergono nel tempo di un bambino che sta diventando una persona. Alla fine dell’estate, per la prima volta in nove anni, quel treno lo perde.

Un estratto

La Y10 correva lungo la provinciale, tagliando l’aria tiepida del mattino. Franci, al volante, parlava a denti stretti con i camion che non si spostavano e con i semafori che sembravano divertirsi a ostacolarla.
Emma, seduta accanto, guardava fuori, masticando nervosamente il silenzio.
Luca stava dietro, in silenzio.
Aveva ancora il biglietto stretto tra le dita. Un foglietto stropicciato, scritto con una penna che aveva sbavato l’inchiostro sul numero di telefono. Lo teneva come si tiene una cosa che si ha paura di perdere. Una cosa viva.
Una lacrima gli scese piano lungo la guancia. Non la asciugò. Lasciò che si facesse strada da sola, senza fretta.
Emma lo guardò dallo specchietto retrovisore. Per un attimo dimenticò l’ora, il treno, la valigia mezza chiusa. Lo osservò in silenzio, chiedendosi cosa gli passasse per la testa.
Luca, invece, pensava a una stanza buia. A una sedia vuota. A una voce che aspettava solo un cenno. Una bussata. Una domanda semplice.
La solitudine, capì, non era un castigo.
Era un mondo che ci si costruiva da soli.
Una porta chiusa.
E a volte bastava bussare.

Da dove nasce

Per anni ho scritto — sul blog, nei saggi, negli appunti — di memoria, solitudine, figure educative, legami che formano il carattere più di quanto vorremmo ammettere. A un certo punto mi sono accorto che tutte quelle tracce puntavano allo stesso posto: il momento in cui si smette di essere bambini, che nessuno annuncia e che ci si accorge di aver attraversato solo dopo.

Questo romanzo è il tentativo di restare su quel momento più a lungo di quanto duri davvero.

È un libro intimo, ma non autobiografico. È anche la radice di quello che è venuto dopo: gli articoli di Ognuno è Entrambi, e i due che sto cercando di far uscire — un romanzo e un saggio, di cui parlo nei Progetti.

L’autore

Mi chiamo Stefano Menegaldo. Scrivo romanzi, saggi, e gli articoli di questo blog. Vengo dal Veneto orientale, sono arrivato tardi agli studi e ho fatto un po’ di mestieri. Scrivere non è mai stato uno di quelli.

Nove estati di solitudine l’ho pubblicato da solo, nel 2025: era l’unico modo per farlo esistere senza aspettare il permesso di nessuno.

Se vuoi sapere qualcosa in più, qui trovi la mia storia.

Disponibile in cartaceo e in ebook, oppure ordinabile in qualsiasi libreria.