Questo percorso parte dal vissuto: episodi, mestieri, errori, cose imparate senza accorgersene. Sono i pezzi più vicini alla narrativa e quelli in cui compaio di più in prima persona, con il limite che mi sono dato — non chiudere mai con una lezione.
Ho scritto un libro e non è cambiato niente di quello che pensavo sarebbe cambiato. Quello che pesa comincia dopo, e riguarda cosa si è disposti a firmare.
Un ordine sbagliato in una sera qualunque insegna più di un corso intero, ma solo a chi ci torna sopra. E raccontarlo dopo, quando non brucia più, è già un modo per addomesticarlo.